Giovanni Petta

   "...un tardo-giovane del Tardo-Novecento italiano..." (Alessandro Fo)

 

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*loading* dispersi o confusi


lunedì, giugno 09, 2008
 

Sulla riva
di Mario Luzi

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all'oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto…
L'uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l'aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Albenda Ricci
Portal to Another Dimension (Deborah)/Positive, 2001

considerato da giovannipetta | 07:47 | commenti


mercoledì, maggio 14, 2008
 

Tempo
di Alda Cortella

Respiro di pietre
addormentate tra la sabbia dei fiumi
e oblio di stelle
la terra cede
sotto nude radici
ed io raccolgo il vento con le mani.

Claes Oldenburg
Freighter and Sailboat, 1962

considerato da giovannipetta | 04:48 | commenti (1)


martedì, maggio 06, 2008
 

Limiti
di Antonia Pozzi

Tante volte ripenso
alla mia cinghia di scuola
grigia, imbrattata,
che tutta me coi miei libri serrava
in un unico nodo
sicuro -
Né c'era allora
questo trascendere ansante
questo sconfinamento senza traccia
questo perdersi
che non è ancora morire  -
Tante volte piango, pensando
alla mia cinghia di scuola -

David Bomberg 
Ju-Jitsu, circa 1913

considerato da giovannipetta | 05:47 | commenti (4)


sabato, marzo 22, 2008
 

Ultimo brindisi
di Anna Andreevna Achmatova

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Lawrence Weiner
A Stake set, 1969

considerato da giovannipetta | 14:39 | commenti


lunedì, marzo 03, 2008
 

Ricordo di Marie A.
di Bertold Brecht

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Ad Reinhardt
Abstract Painting, 1960- 1966

considerato da giovannipetta | 15:39 | commenti